Infantino fa retromarcia e annuncia: "Il Fifa Forward Enterprise non verrà portato avanti"
Alla fine ha vinto la UEFA: il progetto Fifa Forward Enterprise non si farà. Lo ha affermato in una nota pubblicata nelle scorse ore il Presidente Gianni Infantino, finito nella bufera negli ultimi giorni a causa di una proposta che consisteva nella creazione di questa nuova società commerciale privata che avrebbe dovuto gestire i principali tornei della federazione, a partire dai Mondiali. Banalizzando il concetto: una sorta di privatizzazione della Coppa del Mondo.
Un progetto che ha sollevato subito un’ondata di critiche e che ha avuto come principale oppositore Aleksander Ceferin e la UEFA, la quale nelle scorse ore ha presentato un accordo sottoscritto da tutte e 55 le federazioni promettendo un boicottaggio dei tornei Fifa qualora il Fifa Forward Enterprise avesse avuto luce.
Un polverone che ha costretto Gianni Infantino a fare immediatamente un passo indietro, comunicando lo stop al Fifa Forward Enterprise con una nota pubblicata dai canali ufficiali dell’organo del calcio mondiale: “Il progetto FIFA Forward Enterprise era stato concepito per fornire una base per rafforzare ulteriormente le nostre Federazioni affiliate alla FIFA e il nostro sport in tutto il mondo, soprattutto in quei paesi dove il supporto è più necessario. E ancor più, come abbiamo affermato fin dall'inizio, questo progetto doveva essere realizzato solo se la maggioranza delle Federazioni affiliate alla FIFA lo avesse sostenuto e sempre previa consultazione con esse, il Consiglio FIFA, le Confederazioni e le parti interessate. Dopo aver ascoltato attentamente tutte le opinioni, è emerso chiaramente che il progetto ha creato divisioni di una natura tale che, a prescindere dal livello di supporto, non sono più nell'interesse dell'obiettivo prefissato. Il nostro scopo è sempre stato - e sarà sempre - unire e migliorare. Di conseguenza, questa proposta non andrà avanti. D'ora in poi, la mia intenzione è di riunire tutte le parti interessate nei prossimi giorni e settimane nello spirito di un interesse comune per il nostro sport, con l'obiettivo di continuare a far crescere il calcio ovunque, in particolare in quei paesi che hanno maggiormente bisogno del nostro supporto”.






